Bissau - 19/10/2009

Carissimi amici,

 Un caro saluto a ciascuno di voi, in questo giorno che segue la giornata missionaria mondiale. È questa una giornata che mi fa sentire unito a tutti voi e a coloro che in vari modi sostengono i missionari: preghiera, sacrifici, iniziative, offerte, lavoro. La mia gratitudine é grande, perché senza il sostegno della Chiesa che mi ha inviato é difficile essere missionari; non solo per l’aiuto materiale, ma soprattutto per la forza morale e spirituale che mi comunicate. La Missione é un’opera di Chiesa, cioè di una famiglia dove ciascuno aiuta il fratello a meglio svolgere il proprio compito.

La mia ultima lettera (luglio 09) parlava di gravi problemi alla Radio. Anche qui devo dire che siete stati davvero forti: la solidarietà é stata grande, e mi ha sostenuto moralmente e materialmente nel periodo più difficile per noi tutti della Radio. La ripresa é stata più rapida del previsto: casa riparata in 12 giorni, trasmissioni riprese in Bissau dopo 3 settimane, e oggi termina l’istallazione della nuova torre, acquistata con la vostra generosità e con lo sforzo di molte parrocchie della Guinea (hanno raccolto più di 1.200 euro: una cifra veramente alta per la difficile situazione economica della gente: segno che a questa Radio ci credono). Il servizio della Radio é riconosciuto come fondamentale. Ci ha dato grande gioia sapere che al Sinodo Africano in corso a Roma siamo stati citati come strumento positivo per la riconciliazione e la pace. Ecco le parole del nostro vescovo in Vaticano: “Nello sforzo di formazione delle coscienze in vista di un cambiamento delle mentalità e dei comportamenti da cui possa nascere una cultura della pace, la Radio Sol Mansi sta svolgendo un ruolo molto importante nella diffusione del messaggio evangelico e della Dottrina Sociale della Chiesa. La qualità dei programmi trasmessi ha meritato a questa giovane radio credibilità e simpatia da parte della popolazione e della comunità internazionale, in particolare in occasione delle ultime elezioni svoltesi nel paese. Un’altra iniziativa degna di essere menzionata è un accordo stretto fra Radio Sol Mansi e una radio della comunità musulmana. La costruzione della pace è una missione che ha avvicinato le confessioni religiose nel medesimo impulso di salvaguardare gli interessi superiori della nazione.”  Da tempo noi trasmettiamo un programma della comunità musulmana. Ma ora anche un nostro programma religioso é trasmesso tutte le sere da una Radio musulmana: forse un caso unico al mondo.

La situazione del Paese é ora molto più calma e si respira qualcosa di nuovo, anche se ancora in germe. Le elezioni svoltesi senza violenza e con grande rispetto tra le parti, il nuovo Presidente che ha invitato alla riconciliazione ed é stato abbracciato dal suo più grande rivale, le Forze Armate in un processo di riforma per essere al servizio della democrazia, stipendi pagati quasi regolarmente, la lotta al commercio della droga che sembra avere i primi successi. Chi é stato scottato più volte ha sempre timore, ma non possiamo negare che segni positivi ci sono. Moltissimo resta da fare, soprattutto per ricostruire una moralità pubblica che ancora non si vede (e direte che anche in Italia é così, ma la differenza é che qui la gente é alla fame, e la speranza di vita é di 49 anni). Purtroppo in questo quadro positivo, la Natura non ci sta aiutando: le piogge che sembravano promettere bene, sono diminuite improvvisamente, e per molti agricoltori il raccolto é gravemente compromesso.

Abbiamo iniziato l’anno pastorale. Forza della Chiesa africana sono i catechisti, e quindi abbiamo fatto vari giorni di formazione biblica e spirituale con loro in un Centro di Spiritualità. Nel silenzio e nella calma, c’é stato modo di crescere nella fede e nella decisione di cercare il bene delle persone. L’estate é stato anche il tempo per periodi di vacanza e formazione per adolescenti e giovani. Una bella esperienza, che mi ha ricordato i tanti campeggi vissuti con il mio oratorio (peccato che mancavano le montagne, e gli unici luoghi alti erano gli alberi di mango e i tralicci del telefono). Anche il numeroso gruppo scuot (oltre 300 tra ragazzi e educatori nella nostra sola parrocchia) ha avuto momenti di accampamento e formazione.

In questi mesi abbiamo organizzato il gruppo Caritas, per rendere i nostri cristiani responsabili in prima persona dell’aiuto ai più bisognosi, e anche per pensare insieme iniziative per lo sviluppo.

É sorta anche la Commissione Giustizia e Pace, fondamentale in una situazione come la nostra, dove casi di ingiustizia sono clamorosi, e la pace é minacciata da più fronti. Si é partiti con una inchiesta su situazioni di conflitto nel nostro territorio, perché la pace e la giustizia nascono dalla base. Alla luce del Vangelo stiamo cercando di leggere queste situazioni per vedere quali risposte possiamo dare come comunità, insieme a tante altre forze della società civile che si impegnano in questo campo. É bello vedere laici impegnarsi con passione, sia professionisti (magistrati, giuristi e persino il capo dell’Interpol) come gente comune. Questo sforzo in parrocchia si unisce a quello che come Radio stiamo svolgendo in dialogo con la società. Ora il nostro programma di educazione alla Pace é trasmesso da 25 radio comunitarie diffuse in tutto il Paese. Un grande servizio lo sta dando anche un programma per i militari, col fine di avvicinare al resto della società questo mondo visto come “la minaccia del Paese”. Collaborano attivamente al programma le Nazioni Unite, una Commissione dell’Unione Europea e lo Stato Maggiore dell’esercito. In questo ci sentiamo davvero missionari, perché possiamo seminare il Vangelo della Pace in luoghi dove difficilmente la Chiesa riesce ad arrivare.

Potete immaginare che le difficoltà sono molte, e tanti sogni cozzano contro la cattiva volontà di molti gruppi, e anche con le nostre fragilità. Ma il nostro Maestro ci ha insegnato con l’esempio che bisogna seminare con fede, e che nell’amare i nemici e chi fa il male sta la vera imitazione di Dio Padre, che fa sorgere il sole sui buoni e suoi cattivi, e senza distinzione manda la pioggia a chi fa il bene come a chi opera il male.

Vi chiedo di pregare per questa gente e  per noi missionari. Anche se per me personalmente le cose vanno bene, la gente soffre e la vita é appesa a un filo. Tutti i mesi nella nostra parrocchia abbiamo funerali di bambini e giovani; e ogni volta chiedo: “Buon Dio cosa vuoi dirci con questo dolore? Cosa ci chiedi per essere prossimo a chi tanto soffre?”. Non possiamo essere felici da soli, e la vera gioia è amare, anche quando costa e si é stanchi. Facile e bello da scrivere, ma poi... ecco perché dovete pregare per noi e per la nostra giovane comunità.

 

Vi auguro ogni bene con tanta riconoscenza e amicizia.

 

P.Davide

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