Mansoa - 17/03/2003

Mansoa, 17 marzo 2003

Carissimi amici,
un saluto a tutto voi, con tanta gratitudine per i tanti segni di amicizia e solidarietà di cui sempre sono testimone e che sono un continuo dono che dà coraggio e entusiasmo, anche quando le difficoltà sembrano troppo ardue.
Da pochi giorni è iniziata la Quaresima, un tempo di riflessione e conversione in preparazione della grande festa pasquale, che è annuncio di liberazione autentica per questa umanità che soffre e non riesce a vivere quella Pace il nostro cuore desidera ardentemente.
Qui in Guinea siamo in un momento molto delicato: il Presidente della Repubblica ha sciolto il Parlamento e indetto elezioni anticipate (20 aprile, ma non è certo che si riesca a realizzarle in quella data). Quasi tutto è bloccato, e la gente sta veramente soffrendo. La Chiesa è chiamata a una conversione per essere sempre più un segno di Vita e di Speranza, presentando un Dio che è vicino e solidale con la sofferenza della gente, rendendo visibile il Lieto Annuncio del Vangelo con la testimonianza di comunità cristiane che vivono la fede nella pratica quotidiana.
In questa situazione difficile ancora una volta si è alzata la voce autorevole dei due vescovi, che insieme hanno mandato un messaggio per l’inizio della Quaresima: parole forti, che hanno scosso tutti e hanno fatto male a più persone che da questa crisi traggono numerosi vantaggi. “Nel nostro Paese la morte ci minaccia sotto vari aspetti, molti muoiono lentamente nel corpo e nello spirito. È necessario un cambiamento di mentalità e di comportamenti. Dalla scorsa lettera che abbiamo inviato (settembre 2002: cfr. lettera circolare scorsa) nulla si è fatto di serio per affrontare la grave crisi in cui ci troviamo, anzi la situazione è peggiorata! Sono state indette Elezioni: purtroppo notiamo che si usano mezzi equivoci o illeciti pur di raggiungere o rinforzare il potere. Ecco alcuni fatti che minacciano la democrazia: una serie di arresti arbitrari, accuse irrispettose e calunnie pubbliche, resuscitare fatti del passato con desiderio di vendetta (accuse di fatti occorsi durante la guerra di liberazione dal potere coloniale negli anni Settanta), chiusura di una radio privata, clima intimidatorio. (…) Facciamo appello a tutti i cattolici impegnati in politica perché agiscano coerentemente con i valori in cui crediamo, tra i quali l’onestà, il rispetto della persona e dei suoi diritti, l’accettazione del pluralismo delle opinioni. Non fomentiamo l’odio e le divisioni, costruiamo la Pace. Non compriamo le coscienze con regali e propagande demagogiche”. Questo messaggio descrive meglio di tanti discorsi quanto stiamo vivendo, e il pericolo nel quale si trova la fragile democrazia guineense: sinceramente non c’è molta libertà in questi tempi!
In questa situazione, sta sempre più avendo un ruolo importante la nostra Radio Sol Mansi, che ora è la più ascoltata nella zona e raggiunge diverse regioni della Guinea. Qualità e diffusione crescono, ma naturalmente questo richiede sempre più tempo, coinvolgimento e mezzi. È una delle nuove vie della Missione, uno strumento in cui credo fermamente, e che sinceramente sento come una vocazione nella vocazione: è una vocazione, cioè chiamata, perché mai avrei pensato di andare in Africa per iniziare e lavorare per una radio; ma credo che lo Spirito, che è il vero protagonista della Missione, mi abbia dato vari segnali per indicarmi questo urgente campo di evangelizzazione. Molti sono i collaboratori, molta è la gente che scrive e ci incoraggia: l’altro giorno, percorrendo una strada nella foresta, un giovane mussulmano, di un villaggio in cui non ho mai messo piede, mi ha rincorso per darmi una lettera per la Radio: “dite a quelli della Radio che li ascoltiamo tutti giorni, e che ci stanno aiutando molto ad aprire gli occhi!” Naturalmente non sapeva che ero uno di questi della Radio, conosceva solo la mia voce! E così riusciamo ad arrivare dove la nostra persona non arriva, o dove ci si sta solo per poche ore. La presenza fisica, la testimonianza di vita sono certamente insostituibili, ma la Radio in Africa è uno strumento formidabile, che amplifica il nostro messaggio a favore della vita e della Pace, e permette di parlare di Dio e del bene che vuole al mondo a tante persone che mai ci vedranno.
Questo periodo è stato segnato da un avvenimento bellissimo e significativo: la visita dei miei genitori nel periodo natalizio. Sono stati giorni bellissimi, un dono davvero grande per me e per loro, e certamente anche per la gente. La gente ha manifestato in modo meraviglioso la gratitudine, e molti sono stati i gesti insperati, commoventi (omaggi di galline, frutta, panni e vestiti, inviti a mangiare nelle loro case… ). Davvero bello! Il Signore Gesù aveva parlato del centuplo quaggiù, e questa volta abbiamo avuto un buon anticipo. Inoltre come comunità abbiamo vissuto momenti forti: la posa della prima pietra della nuova chiesa e la benedizione del nuovo Centro parrocchiale, l’inaugurazione del Liceo (non era ancora stata fatta, ma in occasione della presenza dei miei genitori è stata realizzata con grande cura), i matrimoni di alcuni giovani della parrocchia, e soprattutto i Battesimi e Matrimoni delle prime famiglie cristiane in villaggi balanta della nostra zona. È nata così una nuova comunità cristiana, dopo oltre vent’anni di lavoro; io ho avuto il dono di seguire gli ultimi 6 anni e di raccogliere i frutti. Sinceramente lo Spirito ha guidato e alla fine ha dato uno strattone alle ultime paure di fronte a un passo così nuovo e marcante. La celebrazione è stata davvero bella, per la prima volta ho celebrato la Messa in quel villaggio, e i riti del Battesimo, Cresima e Matrimonio li ho fatti in balanta (tra lo stupore di molti ospiti che non mi conoscevano). L’evento sta lasciando un segno grande, e molti villaggi vicini sentono che ora il cammino cristiano non è una cosa per bianchi, né è per rinnegare e disprezzare tutta la cultura tradizionale. Nell’omelia ho insistito molto sull’inculturazione del Vangelo, e sulla necessità di collaborazione tra Chiesa e tradizione in questa fase storica di passaggio e di globalizzazione (la parola globalizzazione in balanta non l’ho trovata! Sinceramente non la riconosce neanche il mio computer, che me la sta dando come errore…).
Anche in altri villaggi c’è fermento, e in quelli che seguo settimanalmente da anni si vedono segni molto belli, persone che davvero cambiano la vita, e sono desiderosi di conoscere Gesù. Certo i tempi sono lunghissimi, quasi tutti sono poligami e solo i loro figli potranno ricevere il Battesimo: ma la pazienza e la costanza sono l’unica cosa che il Signore ci chiede, il resto lo fa Lui.
In uno degli ultimi giorni abbiamo incontrato i rappresentanti di alcuni villaggi di etnia mansonca, che avevano ripetutamente chiesto di incontrare i miei genitori; dopo le loro semplici ma bellissime parole verso i miei genitori e di condivisione della gioia di essere diventati cristiani, mia mamma ha detto delle parole molto toccanti, tra cui “In dieci anni ho visto mio figlio solo due volte, ma sono felice che sia qui in Guinea, perché so che gli volete bene e lui è felice di stare con voi”. Mi ha veramente colpito questo fatto: solo due volte in dieci anni ci siamo visti, una rinuncia grande per loro, ma che il Signore ha colmato in tanti modi: sempre mi stupisce la disponibilità dei miei genitori ad accettare e condividere la mia vocazione.
Ora le attività sono riprese nella quotidianità, meno intensa di emozioni, ma che alla fine è quella che segna. Chiedo al Signore di essere degno di questi doni.
La costruzione della chiesa ha avuto una lunga pausa, perché si stava preparando il materiale metallico prefabbricato in Italia. In questi giorni è arrivato, e quindi è probabile che rapidamente la costruzione crescerà: le opere materiali sono rapide nel mondo d’oggi, ma la costruzione di un popolo e di una comunità richiedono tempi lunghi, esigono il dono della vita.
Vi chiedo infine una duplice preghiera: che si abbia un buon raccolto della castagna del cajú (quasi unica entrata economica per la Guinea e per la gente in particolare) e del riso, perché lo scorso anno è stato pessimo e ora la gente sta soffrendo la fame. Ma soprattutto che questo clima pre-elettorale sia vissuto nel rispetto della gente e delle libertà fondamentali, allontanando lo spettro di violenze e divisioni.
A ciascuno di voi, parenti e amici, alle comunità e gruppi, in particolare Canegrate, Parabiago e Olcella che spesso nella Quaresima organizzano iniziative di fraternità e solidarietà a favore della mia missione, un saluto pieno di riconoscenza, e l’augurio di una Pasqua di autentica Vita e Resurrezione.
Sempre vostro


p. Davide

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