Bissau - 05/04/2009

Bissau, 5 aprile 2009

Carissimi amici,
in questo caldissimo pomeriggio della domenica delle Palme (e qui abbiamo acolto Gesú con veri rami di palma) vi scrivo con tanta amicizia per augurarvi una Pasqua di resurrezione autentica.
Oggi per i cristiani inizia la settimana santa, e non posso che pensare alla Croce che il popolo della Guinea Bissau continua a portare. Questa quaresima é stata una vera Via crucis, iniziata la sera del 1 marzo con l’attentato che ha provocato la morte del capo dell’esercito, e poche ore dopo con l’assalto e l’uccisione del presidente Nino Viera, da parte di militari con bazzoka e mitra, senza che nessuna forza di difesa fosse intervenuta a difendere il capo dello stato. La vita é ripresa velocemente, quasi nulla fosse, con Presidente ad interim, nuovo capo dell’esercito e elezioni presidenziali il 28 giugno. Ma la normalitá é apparente. il nuovo governo non ha ancora avuto la possibilitá di mettere in atto le tanto attese riforme contro la corruzione e la droga, e in favore dello sviluppo. Gli scioperi degli insegnanti e ospedalieri continuano, non avendo ricevuto lo stipendio da mesi, e la fame si fa sentire per molta gente. Alcuni hanno alzato la voce, soprattutto contro i capi militari che paiono comandare troppo, ma un avvocato é stato arrestato dai militari (senza alcuna autorizzazione) e malmenato, un altro (Francisco Fadul, Presidente del tribunale dei Conti e ex primo Ministro) anche lui assaltato e picchiato di notte da persone con divise e armi militari. Da quella mattina, in una Bissau costernata per questi episodi non usuali di rappresaglia, la nostra Radio ripete vari slogan di Pace e sanamente provocatori, come ad esempio: “chi usa la forza della violenza é perché non ha la forza della ragione”. É un modo per riaffermare la via della non violenza e nello stesso tempo per dare coraggio a chi non accetta che a comandare siano pochi potenti e prepotenti.
Ma la Quaresima é cammino di croce verso la Resurrezione, e di segni di Speranza ne vediamo molti, e ne diamo voce sia in chiesa come negli incontri organizzati con varie organizzazioni in favore della Pace, oltre che alla radio Sol Mansi. Il segno piú incoraggiante é una societá civile che cresce, si unisce, dibatte, e fa sentire la propria voce; e le donne sono una parte importante in questo movimento. Grazie alla Radio riusciamo ad essere presenti in questo dibattito di idee e di programmi per una nuova Guinea Bissau. La radio é davvero una voce per la societá civile, e un ponte tra la Chiesa e la societá: una forza missionaria. Anche in vista delle elezioni presidenziali alcun candidati promettono molto bene, ma su questo non mi posso sbilanciare per non fare propaganda elettorale. E soprattutto il 3 aprile é stato presentato il primo messaggio congiunto del leaders delle comunitá cattoliche, evangeliche e musulmane: un messaggio molto intenso al popolo della Guinea Bissau, con un appello al cambiamento di mentalitá, a una nuova cultura della legalitá, della non violenza, della ricerca del bene comune, della pratica autentica dei valori delle religioni in cui ciascuno crede. Il messaggio congiunto é un segno chiaro di un rapporto bello tra le religioni, che sconfessa quelli che generalizzano i problemi africani riducendoli a scontri tra etnie e religioni. La gente é stata felicissima di vedere questa unione tra i loro leaders, e posso testimoniare che questo documento é stato preparato in una clima di verá fraternitá e comune ricerca del bene della gente.


Mi domando: come essere missionario in questa situazione? Quale Vangelo (=Buona Notizia) per questi miei fratelli e sorelle? É soprattutto nei momenti difficili che sperimento la forza della fede, la carica sempre nuova che ci dá, la Luce che spazza via le tenebre dello scoraggiamento. Se Cristo é risorto, questo significa che il Male non ha l’ultima parola, e che quindi anche per la Guinea Bissau sorge l’alba della Pasqua (Sol Mansi significa appunto il Sole é sorto). Queste non sono frasi da “fervorino”: credere in Dio mi porta a credere fermamente nell’uomo, perché Lui per primo crede nell’uomo. Credere in Cristo morto Giusto per gli ingiusti mi porta a condividere la sofferenza di questa gente e a camminare insieme contro ogni ingiustizia, creando una coscienza nuova e una speranza che non puó essere piegata. E i tanti segni di bene ne sono una conferma.


Un esempio tra tutti, che viene dai villaggi in cui andavo negli anni che ero a Mansoa (Kambedju e dintorni). Lo scorso anno, quando ero andato a trovarli dopo il mio rientro in Guinea, oltre a farmi una bellissima festa (a spese di alcune povere caprette), i capi di oltre dieci villaggi della zona mi dicono che vogliono associarsi per migliorare la strada (per mesi rimangono isolati a causa delle lagune che si formano nel tempo delle piogge) e recuperare il dispensario, oltre che per far funzionare la scuola (che é l’unica in un raggio di 20 km). Sinceramente non sono fiducioso: quante volte avevo sentito questi discorsi. Diplomaticamente dico che se cominciano a unirsi, lavorare e raccogliere un po’ di soldi, vedró cosa fare. La cosa interessante é che quei villaggi sono di tre etnie diverse, e sono musulmani e seguaci della religione tradizionale, oltre a un gruppetto che da anni segue la catechesi. So che da sempre hanno i soliti piccoli screzi tra villaggi, e non filano molto tra loro. A ottobre arriva una delegazione di “uomini grandi”: mi consegnano l’equivalente di 2.500 euro! Dicono (e sono quasi tutti musulmani): “Abbiamo fiducia solo in te, custodisci questi soldi, ora iniziamo i lavori, e fai qualcosa per aiutarci”. Non credo ai miei occhi; hanno raccolto una cifra grande per le loro misere possibilitá: questa volta pare che il tanto seminare degli scorsi anni cominci a dare frutto. A novembre iniziano i lavori, a febbraio vado a vedere: negli oltre 15 km di strada tra foresta e risaie, vari km sono stati sistemati, hanno scavato km di fossati per far defluire l’acqua durante le piogge, e insieme individuiamo i punti in cui sará necessario costurire i ponticelli per evitare il formarsi delle famose lagune. Per mesi ogni sabato 300 persone a forza di braccia, senza l’aiuto di nessuno, hanno fatto un’opera grandiosa. Ne parliamo alla Radio, altri villaggi si uniscono per recuperare altri 15 km e vincere l’isolamento. Davvero meritano un aiuto: piú di cosí non possono fare, anche se si sono impeganti a raccogliere altri 3-4 mila euro. Mi impegno ad aiutarli, sinceramente confidando in voi, e a chi la Provvidenza toccherá il cuore. Il Centro Missionario Pime ha lanciato un progetto K 251: Costruire ponti per unire le etnie (http://www.pimemilano.com/index.php?l=it&idn=4&aid=7&prog=190&onlpg=1 ). É un segno bellissimo che mostra come questo popolo, quando si unisce ed é motivato, puó fare grandi cose. Con questa speranza, crediamo che potranno unirsi non solo per migliorare una strada, ma per unire la societá e lanciarla verso un futuro migliore. É quanto annunciamo evangelizzando, promuovendo formazione, facendo Radio e credendo nei giovani. In certi momenti é dura, ma ne vale la pena, perché crediamo fermamente che la Pasqua verrá: é questo l’augurio sincero che rivolgo con gratitudine a ciascuno di voi. E la vostra amicizia e solidarietá é una spinta per un entusiasmo sempre nuovo.

BUONA PASQUA!

P. Davide

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